TERRAZZA D’AUTORE DEL 24/07/2008
“Uno, nessuno e centomila” – Luigi Pirandello
Teatro narrato con Serena Manuguerra
Un giorno qualcuno fa notare a Vitangelo Moscarda che il suo naso pende leggermente a destra. Questo evento banale e all’apparenza assolutamente insignificante ha il potere di sconvolgere l’esistenza dell’uomo. Ecco il dramma rappresentato da Luigi Pirandello in “Uno, nessuno e centomila”: l’ostinata ricerca di un’identità destinata perennemente a sfuggirci. Quest’opera, l’ultima di Pirandello, riesce a sintetizzare il pensiero dell’autore nel modo più completo. L’autore stesso, in una lettera autobiografica, definisce il romanzo come il “più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita”. Il protagonista, infatti, può essere considerato come uno dei personaggi più complessi del mondo pirandelliano, e sicuramente il più pieno di autoconsapevolezza di questo mondo. La consapevolezza che l’uomo non è Uno, e che la realtà non è oggettiva. Il protagonista passa dal considerarsi unico per tutti (Uno) a concepire che egli è un nulla,(Nessuno), passando alla consapevolezza di se stesso che l’individuo assume nel suo rapporto con gli altri (Centomila). In questo modo, la realtà perde la sua oggettività e si sgretola nell’infinito vortice del relativismo. Nel suo tentativo di distruggere i centomila estranei che vivono negli altri, le centomila concezioni che gli altri hanno di lui, Moscarda viene preso per pazzo dalla gente, che non vuole accettare che il mondo sia diverso da come lo immagina. Da questo sforzo verso un obiettivo irraggiungibile nascerà la sua follia. Follia che è in Pirandello lo strumento di contestazione per eccellenza delle forme fasulle della vita sociale, l’arma che scardina convenzioni e rituali, riducendoli all’assurdo. Il monologo teatrale, liberamente ispirato al capolavoro di Pirandello, a cura di Serena Manuguerra, mette in scena la tragedia della vita che non può conoscersi per il fatto stesso di non poter essere fermata, bloccata in una forma. Gli interventi di Silvia Bertolino al violino e di Mary Vaiana al pianoforte sottolineano i momenti salienti della narrazione.
Ornella Fulco

Una domanda banale: ma cos’è e dov’è e come si sviluppa la terrazza d’autore?
Caro Riccardo, come forse avrai visto nella sezione “Terrazza d’Autore” di questo blog, si tratta di una serie di incontri letterari che quest’anno sono stati ospitati sulla terrazza dell’Hotel Villa Sant’Andrea di Valderice (TP) da cui è possibile osservare il tramonto e il bel panorama marino che va da Bonagia alla Baia di Cornino. “Voci, racconti suggestioni al calar del sole” per avvicinare curiosi e appassionati al piacere della parola narrata e, quindi, della lettura. Non mi dilungo oltre, ma non esitare a contattarci qualora desiderassi maggiori particolari.Tu, dove vivi? Ciao, Ornella
Sì, avevo intuito che si tenevano su una terrazza, ma non capivo dove e in che luogo. Volevo visualizzarlo mentalmente anche se non sono mai stato lì. Io sto a Como e Milano.
Se dai un’occhiata alla photogallery completa di tutti gli eventi, puoi farti un’idea – non solo immaginaria – dei luoghi che hanno fatto da cornice ai nostri incontri. Ho visitato il tuo sito e il tuo blog. Grazie per la citazione sulla Szymborska, Stefania (l’altra curatrice ed anima della rassegna) ed io ne siamo “innamorate”…
Ciao Serena, spero che leggerai questo commento ..sono valentina c. una tua ex compagna, abbiamo fatto insieme le medie…una nostra compagna mi ha detto che stai facendo carriera!!!!! mi piacerebbe un giorno rivederti intanto aspetto una tua risposta