CHI NON CERCA… TROVA


Ancora una volta ci sorprende la storia che riaffiora dalle mura della chiesa di S. Agostino a Trapani. Durante i restauri un ragazzo stava scrostando un muro della navata per reintonacarlo vicino a quella parte della chiesa che ora è stata adibita ad abside, ed ecco un piccolo crollo.

Si forma un buco, si intravede una nicchia, si decide di scavare con la frenesia e l’euforia di chi si trova davanti a una scoperta. In una chiesa carica di storia la fantasia corre: sarà un tesoro d’arte sepolto e dimenticato. 

Finito di scavare, quasi come una rivelazione divina, un’imponente statua in stucco che appare con i connotati iconografici della Beata Vergine Maria. All’immagine manca il braccio destro, che presumibilmente doveva essere alzato. Con l’altro tiene in braccio il bambino Gesù, a cui, purtroppo, manca il capo e da cui si è staccata una gamba.  Lo stesso volto della Vergine appare un po’ rovinato, almeno nella metà destra. Ai piedi della Madonna un bambino che si rifugia sotto il suo manto. 

Si ipotizza una verosimile iconografia della Madonna del Soccorso alquanto coerente con il sito. Gli Agostiniani, infatti, furono in Sicilia i maggiori diffusori della devozione alla Madonna del Soccorso. Nulla può colpire di più di questo attimo del passato sospeso nel tempo. Cercando nelle carte un riscontro filologico a tale ipotesi si evince che nel XV secolo gli Agostiniani compirono nella chiesa operazioni di abbellimento e manutenzione. L’atto notarile del 17 dicembre del 1555 del notaio Giacomo Barlirio, inoltre, attesta che i nobili Francesco Mazziotta e Martino Monaco fecero costruire e ottennero il patronato di un altare dedicato a S.Maria del Soccorso. La nicchia della statua dunque doveva essere sopra l’altare costruito nel 1555. Per quanto riguarda la fattura, la statua probabilmente è da attribuire al Milanti. Dalle scarse fonti storico-artistiche del periodo, sappiamo che la grande famiglia dei Milanti lavorava proprio in questo periodo nel trapanese. Inoltre, una nota di Padre Benigno di S. Caterina  attribuisce la nostra Madonna del Soccorso, proprio a Giuseppe Milanti, figlio di quel Giacomo che decorò la Chiesa della Madonna di Trapani. L’analisi stilistica conferma questa attestazione: il drappeggio che avvolge il corpo flesso della Vergine è simile al modo di trattare il drappeggio di alcune figure dei Milanti e, soprattutto, mostra l’uso non comune di colorire lo stucco che i Milanti adoperano a più riprese. Nel bordo sinistro del manto una coloritura verde: probabilmente il risultato di una ossidazione di un originario blu e un bordo presumibilmente decorato in oro.

Vito Lombardo

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S. Agostino: ovvero l’antico tempio dedicato a S. Giovanni Battista, costruito nei primordi della dominazione normanna, che i cavalieri templari, sin dalle prime crociate, avevano fondato assieme all’Ospizio per la munificenza del Cardinale trapanese Enrico Beccatelli, grande protettore dell’ Ordine, poi soppresso dai Pontefici Romani nel 1207. Sotto il regno di Federico II fu  affidato ai padri agostiniani, i quali fondarono nell’ospizio attiguo dei templari il loro convento e mantennero l’ antica dedicazione della chiesa a san Giovanni Battista fino al 1535, anno in cui l’imperatore Carlo V di passaggio a Trapani giurò proprio in questa chiesa di confermare i privilegi accordati alla Città, come si legge nella lapide postuma situata presso l’attuale presbiterio.
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