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GMF: ovvero gravi motivi familiari

Credere che un asino possa volare significa credere nell’impossibile. Eppure in questo paradosso è possibile leggere l’originale proposta dei GMF,  trio di interpreti alcamesi che ha scommesso sulla canzone tradizionale siciliana in un mix inedito di ritmi e sonorità  contemporanee. 

Il brano d’apertura del loro CD d’esordio  “Lu sciccareddu”  – reinterpretato con sonorità reggae molto accattivanti – spiega l’essenza e in fondo il progetto del gruppo formato da Pino e Maurizio Calandra  alla chitarra e da Francesco Gallina alle tastiere. Per capire basta dare uno sguardo al loro video clip: un asino, inseguito da una moltitudine di persone che vorrebbe appropriarsene, appunto, vola trascinando con se i componenti del gruppo. “Nei nostri concerti portiamo sempre un asinello di plastica che affascina e attrae moltissimo il pubblico – spiega Maurizio – hanno tentato persino di rubarcelo”. L’asino così è diventato non solo un elemento del paesaggio rurale siciliano ma emblema più profondo di chi sogna, fantastica e intravede cose che non vedrebbe altrimenti. Forse il desiderio di proiettarsi in una ribaltà più ampia e gratificante, di fare il grande salto che consenta di dedicarsi a tempo pieno alla loro grande passione: la musica. 

Costituiti nel 1996, i GMF questa passione l’hanno coltivata con interminabili sedute di prova in un magazzino adattato alla meglio, con animate discussioni per ideare e scegliere gli arrangiamenti dei pezzi, alla ricerca dei testi e ascoltando per ore e ore varie versioni degli stessi brani. 

Il loro primo CD, autoprodotto, è molto ben realizzato sia dal punto di vista musicale sia da quello più propriamente tecnico e grafico. Non ha però distribuzione. Intitolato con un pizzico di provocazione “Terun, Terun, Terun”, oltre al già citato “Lu sciccareddu”,  contiene una versione arabeggiante di “Si maritau Rosa”, una struggente e spiazzante “Vitti na crozza”, una scatenata “Ciuri Ciuri”, una quanto mai sensuale “Mi voto e mi rivotu”, una sempre spiritosa “A lu mircato” e la trasposizione in canzone della filastrocca “Setti fimmini e un tarì”. Il tutto completato da un paio di remix curati da Stefano Bassanelli, in arte Zannasound, apprezzato fonico di Milano.

Nella storia dei GMF non manca qualche aneddoto da ricordare come l’esibizione improvvisata e audace davanti a Moira Orfei nella hall dell’Hotel Excelsior a Palermo con il direttore dell’albergo che voleva cacciarli. Intraprendenza che venne premiata con la possibilità di suonare in alcuni degli spettacoli siciliani della regina del circo mondiale.

Tra le partecipazioni c’è da sottolineare quella a trasmissioni televisive a carattere nazionale su Sky Channel 869 e, addirittura oltre confine, nell’ottobre dello scorso anno al Columbus Day a New York. “Un’esperienza indimenticabile”, racconta con emozione Pino Calandra. 

Un altro riconoscimento al lavoro dei GMF è venuto dalla Compagnia delle Opere di Milano che ha scelto “Si maritau Rosa”  per inserirla in un dvd di presentazione di alcune delle proprie aziende e che è stato proiettato nell’ambito del festival dell’Amicizia di Rimini. Il video de “Lu sciccareddu” invece è andato in onda su Italia1 ed è reperibile su Internet.

Tutte soddisfazioni in agrodolce per i GMF i quali, interpellati sul significato dell’acronimo hanno risposto scherzandoci su: Gravi Motivi Familiari. Ed in realtà, almeno per uno di loro, questi gravi motivi collegati alla mancanza di lavoro, ci sono. 

Non sorprende dunque quella punta di rabbia che si evince leggendo la presentazione del loro lavoro. Quella rabbia di chi è consapevole di avere molto da esprimere, ma non ha la piena possibilità di farlo. La loro ambizione, però, non è soltanto legata al successo del gruppo. Guarda  oltre. Si estende anche alla riscoperta e alla valorizzazione della cosiddetta musica “folk” siciliana, nel tentativo di farla amare e apprezzare dalle nuove generazioni e di farne un veicolo di interscambio con altre culture agganciandola ad una  figura cardine della tradizione popolare come Rosa Balistreri. 

In attesa che arrivi un produttore.

Paolo Vespa

http://www.triogmf.com/ 

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